Felice 2019

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 Il mio augurio sincero per il nuovo anno lo trovate nel meraviglioso articolo  Giuseppe D’Avenia, che voglio condividere con voi …

 Con sentita stima p.Gc

… Propongo quattro esercizi di speranza che rinnovano la vita.

1)      L’esercizio del desiderio: imparare ad attendere. Io imparo a sperare nei miei alunni, non pretendendo effetti predeterminati, ma cogliendo e sostenendo l’unicità di ciascuno. 

 2)      L’esercizio quotidiano della bellezza che, se è manifestazione di un compimento, spinge a fare altrettanto: «senza bellezza non ci sarebbe nulla da fare al mondo» (Dostoevskij). Imparo a sperare guardando le stelle o un quadro di Vermeer: «Finché la donna del Rijksmuseum/nel silenzio dipinto/giorno dopo giorno versa/il latte dalla brocca nella scodella,/il Mondo non merita/la fine del mondo» (Szymborska). 

 3)      L’esercizio quotidiano dell’azione seria e costante: lavorare bene e al servizio degli altri, per quanto sia faticoso e non sempre redditizio. Imparo a sperare se ogni giorno scrivo una pagina, che mi vada o no. 

 4)      L’esercizio della consolazione: impegnarsi a non lasciare solo chi è nel dolore. Imparo a sperare dedicando tempo a chi con la mia presenza torna a sperare proprio in mezzo alla sua solitudine. 

Essendo innamorato di Dio ho poi la fortuna di ricevere il dono di una speranza che non viene meno, qualsiasi cosa accada, perché so che il compimento della mia vita non è nelle mie mani: se faccio e vedo il male so che il male non ha l’ultima parola, né in me né fuori di me. C’è sempre qualcuno per il quale è bello che io sia nato: questo mi dà energia e coraggio inesauribili per impegnarmi, ma senza pretendere troppo dai miei limiti: la salutare tensione e distensione del cuore innamorato.

Il letto da rifare oggi allora è stilare due liste: che cosa abbiamo portato di buono e cosa di cattivo nel mondo nel 2018. Come sarebbe andata se non ci fossimo stati? Leggetele con calma: ecco il vostro oroscopo del 2019. Riparate, per quanto possibile, le cose rovinate (male-fatte, male-dette, male-andate); sviluppate con coraggio quelle iniziate o andate bene, e ringraziate chi vi ha contribuito. Il progresso umano è nel cuore, nello sguardo, nelle mani, impegnati coraggiosamente a vivere ogni giorno dell’anno come un Capodanno: questo dà senso a brindisi e botti. Anno nuovo, vita nuova? No, il contrario. Vita nuova, anno nuovo. Auguri!

  Giuseppe D’Avenia  

corriere della sera – 31 dicembre 2018.

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